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MART

museo di arte moderna
e contemporanea
di trento e rovereto

NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO, GIACOMO BALLA VA SU GOOGLE

 

 


Il 18 luglio 1871, a Torino, nasceva Giacomo Balla.
In occasione del 145° anniversario della sua nascita, il Mart di Rovereto gli dedica una
mostra digitale su Google Cultural Institute che, attraverso opere e documenti d’archivio conservati a Rovereto, illustra le tappe fondamentali di uno dei percorsi artistici più singolari del primo Novecento, dal Divisionismo al Futurismo.


Il progetto istituzionale

A cura del Mart di Rovereto, la mostra digitale su Google Cultural Institute presenta una selezione di opere e documenti provenienti dalle Collezioni e dalle raccolte dell’Archivio del ’900 del Mart e si riverbera, idealmente, nella grande mostra in corso I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo, di cui Giacomo Balla è sicuramente uno dei grandi protagonisti. Quattro delle opere inserite nella mostra digitale sono infatti presenti nell’esposizione estiva del Mart: Artemisia (Fanciulla), controluce, (1907), Compenetrazione iridescente n. 4 (Studio della luce), (1912-1913), Velocità d'automobile (Velocità n. 1), (1913) e Vortice (1914). Altri lavori invece, oltre a essere online, sono esposti ne L’invenzione del moderno, il percorso storicizzato della mostra permanente dedicata alle Collezioni del Mart o nelle sale della Casa d’Arte Futurista Depero, seconda sede del Mart. Sul web però anche materiali d’archivio, opere attualmente non esposte o in prestito, come la scultura Fiore futurista, (1920) in mostra presso il Museo del Territorio Biellese o come Linee forze di paesaggio + giardino, (1918) che presto “partirà per una trasferta” verso i Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique, a Bruxelles.

Le sale del Museo di Rovereto e le pagine di Google, come binari paralleli, confermano una già collaudata collaborazione istituzionale tesa al raggiungimento dello stesso obiettivo: la promozione del patrimonio museale e la massimizzazione della fruizione pubblica. Tra i primi musei italiani a collaborare con Google Art Institute, infatti, il Mart è presente con oltre 200 opere sulla piattaforma Google Arts & Culture.


Giacomo Balla

Nei primi anni torinesi, in contatto con l’ambiente divisionista, sviluppa una sensibilità tecnica notevole, che, una volta trasferitosi a Roma, approfondisce in numerosi dipinti di ispirazione sociale e in raffinati ritratti, costruiti con una tessitura di filamenti luminosi, forti contrasti tra chiari e scuri e inquadrature audaci.
Sono queste le premesse della sua adesione al movimento futurista, fondato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti. Grazie alle sollecitazioni del più giovane allievo Umberto Boccioni, nel 1910, è tra i firmatari del Manifesto dei Pittori futuristi e del successivo Manifesto tecnico, di cui accoglie l’invito a dipingere “la persistenza della immagine nella retina, le cose in movimento [che] si moltiplicano, si deformano, susseguendosi, come vibrazioni, nello spazio che percorrono”. Impegnato fin da subito nello studio analitico del movimento, approda a una vera e propria rivoluzione nei modi e nelle forme nel 1913, quando, mettendo all’asta tutti i suoi quadri precedenti, dichiara che “Balla è morto!” e prende a firmare le sue opere con il nome di Futurballa.
Al 1915 risale il fondamentale sodalizio con il roveretano Fortunato Depero: il manifesto della Ricostruzione Futurista dell’Universo, ideato e firmato assieme, segna una svolta decisiva nell’elaborazione dell’estetica futurista. I due artisti teorizzano il superamento della dimensione puramente pittorica in vista di un rinnovamento che deve coinvolgere tutti gli aspetti dell’arte e della vita, in “una fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente”.
Da questo momento Balla avvia sperimentazioni innovative in numerosi settori, dalla pittura alla grafica, dalle arti decorative al teatro e alla moda: la sua casa, prima ai Parioli e poi in via Oslavia a Roma, diventa una vivacissima fucina nella quale progettare, inventare e costruire mobili, arredi, abiti e accessori colorati, allegri e magici. Le stanze della sua abitazione, che lui stesso decora e arreda interamente, vengono aperte al pubblico tra il 1919 e il 1920, coronando così la sua vocazione a una ricostruzione futurista dell’universo.
 

Giacomo Balla

Giacomo Balla

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